martedì 28 febbraio 2012

AGNES GREY di Anne Bronte

Eccomi di nuovo qui con un altro episodio della saga delle Bronte, per chi non l'avesse capito sono un pò fissata con le tre sorelle inglesi! Questa volta si tratta della terza sorella, Anne, la più piccola, anch'essa morta molto giovane. Anne scrive questo suo romanzo, Agnes Grey, in cui si ritrovano tanti punti della sua vita, così come nei romanzi delle sorelle più grandi.
Agnes Grey è una storia molto semplice che narra delle esperienze di una istitutrice, Agnes, che come la stessa Anne nella realtà, si trova a lavorare con i figli di alcune ricche famiglie del tempo, osservando e commentando il loro comportamento molto superficiale e  a volte maligno. Durante la sua permanenza presso una di queste famiglie conosce il signor Weston, nuovo vice rettore della chiesetta, per il quale inizia a provare dei sentimenti. Portata dagli avvenimenti familiari a lasciare il posto di istitutrice, si troverà in un nuovo paesino vicino il mare per iniziare una nuova vita insieme alla mamma dove qualcosa di inaspettato e desiderato al tempo stesso sarà lì ad aspettarla.
Il libro mi è piaciuto, si legge bene e la cosa che più ho preferito sono i tanti riferimenti che Anne fa al diritto delle donne di lavorare, alla loro dignità e alla capacità superficialmente sottovalutata in favore di bellezza e ricchezza (mi vien da dire, non è cambiato poi molto!).
Rispetto alle protagoniste di Charlotte ed Emily però, la Agnes di Anne non ha la stessa passionalità, la sua personalità rimane pacata, senza ribellione anche nei momenti in cui viene calunniata o trattata malamente, il suo amore viene espresso nel pensiero ma mai in gestti o parole (beh anche nel finale ci si aspetterebbe qualcosa di più!). Rispetto alle altre sorelle Anne è anche molto più religiosa e continuamente vi sono riferimenti e citazioni bibliche, una sorta di rassegnazione cristiana agli eventi della vita: Jane parte da un rifiuto religioso e pian piano si riavvicina, Catherine e Heathcliff rifiutano l'insegnamento cristiano imposto, Agnes ne è imbevuta. Infine, non ho trovato la brughiera in questo caso come una dei protagonisti come in Jane Eyre o Cime Tempestose, ma soltanto un luogo di tenute e strade che riconducono a casa.

Agnes Grey è un bel libro, probabilmente il più vittoriano fra i tre, un bel ritratto della società del tempo ma secondo me va letto senza paragonarlo con glialtri capolavori delle Bronte, poichè molto differente.

    Titolo: Agnes Grey 
    Autore:  Anne Bronte
    Casa Editrice:  Mondadori
 

venerdì 17 febbraio 2012

Il Vangelo secondo Gesù Cristo di Josè Saramago

Il Vangelo secondo Gesù Cristo di Josè Saramago è un libro che racconta la vita di Gesù da un punto di vista molto lontano da quello della Chiesa. La storia narrata per molti aspetti segue quella delle scritture e della tradizione ma vi sono molte cose ben diverse: ad esempio Giuseppe viene crocifisso dopo un rastrellamento, Gesù va via di casa e trascorre parte della sua vita con un uomo che viene chiamato Pastore, vive una storia d'amore con Maria di Magdala e altri particolari che indubbiamente ridisegnano un altro Gesù, un'altra storia. Quello che più mi è arrivato da questo libro è il grande senso di umanità che ne viene fuori, sia in senso positivo che in senso negativo. Gesù, infatti, si pone delle domande lungo il suo percorso che sono domande che tutti noi ci poniamo, a cui è difficile dar risposta, è in aperto contrasto con Dio stesso di cui non capisce gli obiettivi, la sincerità, le motivazioni. Alla fine del libro capirà di "essere tato portato all'inganno come si conduce l'agnello al sacrificio" da questo padre-Dio che inizia ad elencare tutte le guerre e le morti che verranno dalla diffusione del suo culto, di cui è consapevole e di cui sembra non dispiacersi. Umanità  negativa dicevo, come nel caso di Giuseppe che viene a sapere delle intenzioni di Erode di uccidere i neonati a Betlemme e posto davanti la scelta di salvare tutti i bimbi rischiando o di mettere in salvo la sua famiglia, non esita nel prendere la seconda via: la paura è umana, forse avremmo fatto tutti questa scelta. E questa decisione Giuseppe la porterà dietro per tutta la vita, come una colpa incancellabile che passerà anche a Gesù quando scoprirà la verità sulla sua nascita, un adolescente che scapperà di casa perchè non può concepire dei genitori bugiardi o semplicemente non perfetti. Josè Saramago descrive anche molto bene il mondo ai tempi di Gesù e in particolare viene fuori la scarsissima importanza delle donne, la quasi mancanza totale della loro opinione: la stessa Maria al momento di dire a Giuseppe dell'attesa del bambino, aspetta in piedi che il marito finisca di mangiare per poi mangiare essa stessa, rimuginando sulle parole da dire, impaurita dal marito e dalle reazioni possibili.
Insomma, a me questo libro è piaciuto, ne ho tratto tanti spunti, mi sono rispecchiata in tante domande. Lo consiglierei a tutti, seppur un pò complesso nella lettura poichè non viene usata propiamente la punteggiatura, credo con l'intento di differenziarsi totalmente dalle antiche scritture, andrebbe letto da chi è ateo, da chi è profondamente credente, e da chi, come me, sta nel mezzo.

    Titolo:  Il Vangelo secondo Gesù Cristo
    Autore:  Josè Saramago
    Casa Editrice:  Einaudi