lunedì 16 aprile 2012

Wide Sargasso Sea di Jean Rhys

Oggi facciamo un salto ai Caraibi e torniamo in Inghilterra. Wide Sargasso Sea, infatti, romanzo della scrittrice dominicana Jean Rhys, narra la storia di Antoinette, meglio conosciuta forse col nome di Bertha Mason, la moglie di Mr. Rochester in Jane Eyre.
Jean Rhys infatti, trapiantata in Europa assieme alla famiglia, crea in Wide Sargasso Sea una sorta di 'prequel' di Jane Eyre, narrando per mezzo della stessa Antoinette la vita di questa donna dall'infanzia al matrimonio con Rochester, donna creola che viene utilizzata dal padre come merce di scambio attraverso il matrimonio con questo gentiluomo inglese e che vive in un periodo di grande confusione nella Jamaica appena liberata dal dominio inglese. Il romanzo di Jean Rhys da una parte descrive il momento storico della Jamaica dopo l'indipendenza, le guerre intestine e i problemi razziali, la difficoltà della classe creola, ovvero i discendenti degli inglesi padroni nati nell'isola, che si ritrovano ad un certo punto privi di potere a dover pagare i conti della dominazione passata. Dall'altro lato la Rhys ridà vita e ridona una personlità alla Bertha di Jane Eyre che conosciamo solamente dal racconto di Rochester come una donna in preda alla pazzia. E' vero che Antoinette è pazza, sua madre era pazza, il fratello suicida anch'esso, ma anche la donna è vittima come l'inglese delle macchinazioni della famiglia e di personaggi ad essa vicini che allontanano sempre più i due sposi facendo naufragare completamente il loro matrimonio e portando a tradimenti, male parole e infine alla decisione di ripartire per l'Inghilterra con l'arrivo della pazzia.
Jean Rhys ci dà una chiave di lettura diversa di questo personaggio, critica attraverso la storia e i personaggi quella che è stata la dominazione inglese e soprattutto dà delle motivazioni per la pazzia della povera Bertha, chiusa nella torre coi suoi ricordi della lontana Jamaica.

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domenica 15 aprile 2012

Premio Dardos


 Si tratta del premio "Dardos", che riconosce i valori che ogni blogger dimostra ogni giorno: il suo sforzo per trasmettere valori culturali, etici, letterari, personali... Il premio dimostra, in ultima analisi, la sua creatività attraverso il pensiero che è vivo e rimane intatto nelle sue lettere, nelle sue parole.


Ringrazio innanzitutto Mirial  per avermi premiata! Dopodichè ecco i blog a cui passo il premio, il primo per UnLibroSempreInBorsa!

Phoebes e il suo Il Tempo di Leggere 
le amiche di Old friends and new fancies  
gelostellato 
il Portale Segreto
la fonte sulle Bronte
Living for Books
Sangue d'Inchiostro
Romanzi Storici
Falling Into Fantasy
Libri e Recensioni


I vincitori dovrebbero decidere a loro volta altri 15 blogger cui inviare il premio, scusate se ne ho scelti solamente dieci, ma ho avuto pochissimo tempo!

martedì 6 marzo 2012

Indovina chi scrive stasera: secondo appuntamento

Bene, siccome il primo  indovinello di Indovina chi scrive stasera è stato indovinato quasi subito (in effetti era abbastanza facile), vi propongo il secondo. Questa volta svelerò il titolo alla fine di questa settimana, venerdi, sperando che qualcuno abbia capito di che libro si tratta! Buon indovinello! :)

"... ognuno di noi pensa di avere molte strade e di potere scegliere da sè. Ma forse sarebbe più esatto dire che sogna il momento di scegliere. Anche per me è stato così. Ma ora lo so. Lo so con tanta chiarezza da poterlo mettere in parole. La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si succedono a deciderla naturalmente. Così a qualcuno può capitare di trovarsi, come se fosse la cosa più normale del mondo, in pieno inverno dentro una pozzanghera su un tetto in un paese sconosciuto, a guardare il cielo notturno insieme a un katsudon."

venerdì 2 marzo 2012

Indovina chi scrive stasera: primo indovinello

ecco il primo indovinello, sono stata brava, ci sono molti aiuti :)

"Or è ieri, all'incirca alle ore 10 del mattino, un fattorino della locale filiale della Banca di Trinacria, sita nella Piazza Grande al numero civico 16, veniva ad avvertirci con allarmate parole di un furibondo alterco che svolgevasi nell'officio del Direttore delle predetta filiale, Patò ragioniere Antonio"

per tenere in allenamento le menti da lettori: Indovina chi scrive stasera?

Indovina chi scrive stasera? Ho deciso di chiamare così questa specie di rubrica in cui voglio proporre un gioco molto semplice: io scrivo alcune righe tratte da un libro e voi indovinate di che si tratta! Vediamo che ne viene fuori! Mi raccomando mettete le risposte sotto il post con il brano
un grande abbraccio e speriamo di vedervi in tanti!

martedì 28 febbraio 2012

AGNES GREY di Anne Bronte

Eccomi di nuovo qui con un altro episodio della saga delle Bronte, per chi non l'avesse capito sono un pò fissata con le tre sorelle inglesi! Questa volta si tratta della terza sorella, Anne, la più piccola, anch'essa morta molto giovane. Anne scrive questo suo romanzo, Agnes Grey, in cui si ritrovano tanti punti della sua vita, così come nei romanzi delle sorelle più grandi.
Agnes Grey è una storia molto semplice che narra delle esperienze di una istitutrice, Agnes, che come la stessa Anne nella realtà, si trova a lavorare con i figli di alcune ricche famiglie del tempo, osservando e commentando il loro comportamento molto superficiale e  a volte maligno. Durante la sua permanenza presso una di queste famiglie conosce il signor Weston, nuovo vice rettore della chiesetta, per il quale inizia a provare dei sentimenti. Portata dagli avvenimenti familiari a lasciare il posto di istitutrice, si troverà in un nuovo paesino vicino il mare per iniziare una nuova vita insieme alla mamma dove qualcosa di inaspettato e desiderato al tempo stesso sarà lì ad aspettarla.
Il libro mi è piaciuto, si legge bene e la cosa che più ho preferito sono i tanti riferimenti che Anne fa al diritto delle donne di lavorare, alla loro dignità e alla capacità superficialmente sottovalutata in favore di bellezza e ricchezza (mi vien da dire, non è cambiato poi molto!).
Rispetto alle protagoniste di Charlotte ed Emily però, la Agnes di Anne non ha la stessa passionalità, la sua personalità rimane pacata, senza ribellione anche nei momenti in cui viene calunniata o trattata malamente, il suo amore viene espresso nel pensiero ma mai in gestti o parole (beh anche nel finale ci si aspetterebbe qualcosa di più!). Rispetto alle altre sorelle Anne è anche molto più religiosa e continuamente vi sono riferimenti e citazioni bibliche, una sorta di rassegnazione cristiana agli eventi della vita: Jane parte da un rifiuto religioso e pian piano si riavvicina, Catherine e Heathcliff rifiutano l'insegnamento cristiano imposto, Agnes ne è imbevuta. Infine, non ho trovato la brughiera in questo caso come una dei protagonisti come in Jane Eyre o Cime Tempestose, ma soltanto un luogo di tenute e strade che riconducono a casa.

Agnes Grey è un bel libro, probabilmente il più vittoriano fra i tre, un bel ritratto della società del tempo ma secondo me va letto senza paragonarlo con glialtri capolavori delle Bronte, poichè molto differente.

    Titolo: Agnes Grey 
    Autore:  Anne Bronte
    Casa Editrice:  Mondadori
 

venerdì 17 febbraio 2012

Il Vangelo secondo Gesù Cristo di Josè Saramago

Il Vangelo secondo Gesù Cristo di Josè Saramago è un libro che racconta la vita di Gesù da un punto di vista molto lontano da quello della Chiesa. La storia narrata per molti aspetti segue quella delle scritture e della tradizione ma vi sono molte cose ben diverse: ad esempio Giuseppe viene crocifisso dopo un rastrellamento, Gesù va via di casa e trascorre parte della sua vita con un uomo che viene chiamato Pastore, vive una storia d'amore con Maria di Magdala e altri particolari che indubbiamente ridisegnano un altro Gesù, un'altra storia. Quello che più mi è arrivato da questo libro è il grande senso di umanità che ne viene fuori, sia in senso positivo che in senso negativo. Gesù, infatti, si pone delle domande lungo il suo percorso che sono domande che tutti noi ci poniamo, a cui è difficile dar risposta, è in aperto contrasto con Dio stesso di cui non capisce gli obiettivi, la sincerità, le motivazioni. Alla fine del libro capirà di "essere tato portato all'inganno come si conduce l'agnello al sacrificio" da questo padre-Dio che inizia ad elencare tutte le guerre e le morti che verranno dalla diffusione del suo culto, di cui è consapevole e di cui sembra non dispiacersi. Umanità  negativa dicevo, come nel caso di Giuseppe che viene a sapere delle intenzioni di Erode di uccidere i neonati a Betlemme e posto davanti la scelta di salvare tutti i bimbi rischiando o di mettere in salvo la sua famiglia, non esita nel prendere la seconda via: la paura è umana, forse avremmo fatto tutti questa scelta. E questa decisione Giuseppe la porterà dietro per tutta la vita, come una colpa incancellabile che passerà anche a Gesù quando scoprirà la verità sulla sua nascita, un adolescente che scapperà di casa perchè non può concepire dei genitori bugiardi o semplicemente non perfetti. Josè Saramago descrive anche molto bene il mondo ai tempi di Gesù e in particolare viene fuori la scarsissima importanza delle donne, la quasi mancanza totale della loro opinione: la stessa Maria al momento di dire a Giuseppe dell'attesa del bambino, aspetta in piedi che il marito finisca di mangiare per poi mangiare essa stessa, rimuginando sulle parole da dire, impaurita dal marito e dalle reazioni possibili.
Insomma, a me questo libro è piaciuto, ne ho tratto tanti spunti, mi sono rispecchiata in tante domande. Lo consiglierei a tutti, seppur un pò complesso nella lettura poichè non viene usata propiamente la punteggiatura, credo con l'intento di differenziarsi totalmente dalle antiche scritture, andrebbe letto da chi è ateo, da chi è profondamente credente, e da chi, come me, sta nel mezzo.

    Titolo:  Il Vangelo secondo Gesù Cristo
    Autore:  Josè Saramago
    Casa Editrice:  Einaudi
 

giovedì 27 ottobre 2011

Jane Eyre di Charlotte Bronte

Avevo visto il film Jane Eyre di Franco Zeffirelli una decina di volte, sono passata vicino Charlotte Bronte e Jane Eyre studiando la sorella Emily per un esame, alla fine ho comprato il libro ad uno stand, edizione economica (beh, tocca risparmià!) e ora che l'ho finito mi domando perchè non l'ho letto prima!
Jane Eyre è un'eroina dell'800: eroina per me perchè seppur imbevuta di una cultura vittoriana che la vuole istruita, religiosissima, sempre al "suo posto", decide di diventare una donna indipendente, riesce a mantenersi lavorando, senza famiglia e amici che la sostengano, si impone con la sua intelligenza (la bellezza non è fra le sue doti) e la sua arguzia, ironia e delicatezza, ad un padrone che non rappresenta il classico principe azzurro gentiluomo bello e impeccabile, ma è un signore non particolarmente bello, a volte molto brusco, con un passato difficile, ma ai suoi occhi ( e anche a quelli del lettore) molto affascinante.
Non è facile riassumere in poche righe la trama; Jane Eyre è la storia di una donna che soffre sin dall'infanzia, che riesce a rendersi indipendente, che trova un amore impossibile che per un momento diventa possibile per trasformarsi poi in un amore vietato, passando per scuole di educande terribili, nobili vuoti e insensibili, pastori rigidi che cercano moglie solo per "lavoro".. Dietro la trama non va dimenticato un persobaggio silenzioso che sempre accompagna le Bronte, la loro amata selvaggia e dura brughiera, battuta dai venti e dalla neve in inverno. Come sempre non dico altro per non rovinare la lettura a nessuno. Certamente in alcuni punti del romanzo Charlotte parla da buona cristiana e la stessa Jane a volte prende decisioni sotto l'influenza della sua rigida cultura ecclesiastica, ma nell'insieme ho adorato questo libro e lo consiglio vivamente.
Fra i tanti film di Jane Eyre secondo me è molto bello quello diretto da Zeffirelli del 1995 con William Hurt e Charlotte Gainsbroug e la serie della BBC del 2006 in quattro parti, molto fedele al libro.

    Titolo:  Jane Eyre
    Autore:  Charlotte Bronte
    Casa Editrice:  Giunti


venerdì 2 settembre 2011

La Solitudine dei Numeri Primi

La Solitudine dei Numeri Primi di Paolo Giordano, dunque, che dire...sicuramente è un bel libro, una storia molto ricca di umanità che scandaglia nelle anime dei protagonisti. La Solitudine dei Numeri Primi si chiama così proprio perchè i due protagonisti, Alice e Marco, sono come i numeri gemelli, ovvero quei numeri divisibili per se stessi, molto vicini ai numeri precedenti o successivi da cui sono separati solo per una cifra, e che sono destinati a non incontrarsi mai (mamma mia, io di matematica capisco poco, chissà se ho spiegato bene!).
Alice e Marco vedono le loro vite segnate da piccoli da alcuni avvenimenti personali che cambieranno il loro modo di vedere, agire, comportarsi, e che li porterà sempre più ad isolarsi, soprattutto nell'adolescenza, dal resto della società, dai coetanei, dalla vita quotidiana "normale", dai propri genitori. Il loro isolamento li porterà ad unire le loro vite in un percorso unico fino alla matura età, fino al momento delle scelte importanti della vita, lavoro, famiglia, vita di coppia. A questo punto qualcosa si spezzerà, i due non percorreranno la strada strada per alcuni anni, fino ad un ultimo incontro anni dopo, in cui ancora una volta negheranno a se stessi l'occasione per stare insieme, scegliendo di essere numeri primi fino alla fine e forse liberandosi da quel legame troppo stretto...va bene basta, altrimenti dico troppo!
Bravo Paolo Giordano, questo infatti è il suo libro di esordio! Dal libro è stato tratto anche un film, diretto da Saverio Costanzo, che non ho ancora visto (mi riprometto di farlo quest'inverno, sdraiata sul divano), con Alba Rohrwacher e Luca Marinelli.